Speakers’ Corner, voce di Londra

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Speakers' Corner, Londra © Speakers' Corner Trust

Speakers' Corner, Londra © Speakers' Corner Trust

Dallo Speakers’ Corner, la voce di George risuona roca nel verde di Hyde Park. Urla contro il governo britannico e i nuovi tagli al welfare imposti dall’austerity. I bobbies passeggiano tranquilli davanti al capannello di gente che lo ascolta, e passano oltre.

Esempio moderno di libertà antica, questo angolo di Londra, vicinissimo a Marble Arch, è ancora oggi zona franca dove si può esprimere pubblicamente la propria opinione su qualsiasi tipo o genere di argomento.

È così dal 1872, da quando lo Speakers’ Corner diventò la voce libera della capitale inglese. Tutti, qui, la domenica mattina possono prendere la parola e sfogare pensieri e frustrazioni. Nei secoli lo hanno fatto pure Karl Marx, Lenin, George Orwell e William Morris.

L’area fu concessa a seguito di forti proteste e disordini pubblici scoppiati per ottenere riforme democratiche e il diritto di opinione. Il Parks Regulation Act del 1872 sancì la svolta, e da quella data è stato un susseguirsi di parole in libertà.

Alcuni pensano che lo Speakers’ Corner abbia una forte legame col vecchio villaggio di Tyburn, che sorgeva proprio vicino a Marble Arch: nonostante il nome sereno, derivato dai due ruscelli che poi confluivano nel Tamigi, il luogo divenne famoso per il patibolo a tre ceppi.

Si ritiene che tra il 1300 e il 1783 siano state impiccate oltre 50 mila persone: molte di loro trascinate a forza dalla Torre di Londra. L’unica, povera, consolazione era quella che ai condannati era concessa la possibilità di esprimere l’ultimo pensiero.

Da qui l’idea che lo Speakers’ Corner abbia ereditato il diritto di proferir verbo, senza però che l’opinionista sia costretto a passare a miglior vita. Ciononostante deve accettare i rimbrotti, le critiche e le provocazioni degli astanti. Molti dei quali sono veri e propri sobillatori professionisti. Per il sommo gaudio dei presenti.

A chi non regge la pressione, non resta che ripiegare il proprio seggiolino su cui si era issato per dire la sua, e abbandonare Hyde Park a favore del prossimo oratore. In onore di una tradizione oltre il tempo, in nome della Libertà.

Per approfondire:
Wikipedia
Il sito dello Speakers’ Corner in inglese

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