Londra in rib boat

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Tower Bridge visto dal Tamigi © Andrea Lessona

Tower Bridge visto dal Tamigi © Andrea Lessona

La rib boat sfregia il Tamigi in lunghe scie bianche, e passa sotto il Tower Bridge. Seduto a prua, sento il motore rimbombare tra le arcate in un’eco imponente. Poi la barca scivola fuori e taglia l’ombra liquida del ponte, lasciando dietro sé uno dei simboli di Londra.

L’ennesimo che ho visto sfilare sin da quando mi sono imbarcato dal molo di Chelsea, il quartiere più “in” della capitale britannica. Lì, scesa la passerella tremolante che lega la terra alla pensilina, ho intuito l’arancione fosforescente dell’imbarcazione, attraccato alla riva.

Poche spiegazioni sulle procedure di sicurezza, e i due addetti hanno provveduto a imbragare me e gli altri passeggeri: un giaccone pesante e anti-vento e un giubbetto salvagente in caso di indesiderato tuffo nel Tamigi.

Impedito nei movimenti più elementari per gli abiti ingombranti, ho occupato il primo sedile a prua. E ho aperto l’obiettivo della macchina fotografica per fermare subito quello che la velocità frenetica della barca avrebbe potuto negarmi da lì a poco.

Dopo aver issato la fune, l’aiutante ha alzato il pollice in segno di “ok” e al grido di “let’s go”, il timoniere ha dato gas al motore. In un attimo indefinito, la rib boat si è staccata dalla sponda e si è alzata sulla poppa per far ricadere in uno splash il fronte triangolare.

Questo servizio, che in circa un’ora ti mostra Londra dalla sua arteria principale, è una delle attrattive più richieste: solo l’anno scorso ha portato oltre 40 mila visitatori. Tutti, o quasi, inebriati dalla rapidità con cui l’imbarcazione naviga il fiume, e ti fa vedere le bellezze della città.

Scivolano via lungo le sponde come una pellicola accelerata: immagini di ieri e oggi si alternano dal basso verso il cielo che muta aspetto e colore a ogni nodo percorso dalla rib boat.

Ed è così che in pochi attimi, da Chelsea mi sono ritrovato davanti al parlamento di Westminster: il profilo inconfondibile specchiato nel Tamigi e allungato dal Big Bang al suo fianco.

Una nuova virata e i miei occhi hanno incontrato sul lato apposto la London Eye, la ruota panoramica di Londra, la nuova attrattiva della capitale che ogni anno porta a girare nelle cabine delle sua corona oltre tre milioni di persone.

Poco più in là, in un gioco di sguardi alternati tra una riva e l’altra, la cattedrale di Saint Paul ha fatto capolino dietro uno dei numerosi ponti che legano la città. La barca è poi sfrecciata davanti all’Old Thameside Inn.

E’ uno dei luoghi più famosi e posh della capitale dove si ritrovano i rampolli inglesi per consumare un aperitivo. Proprio al suo fianco si trova la riproduzione in scala originale della nave di Francis Drake, il famoso corsaro che fece la fortuna e le ricchezze di Elisabetta I.

Da qui la barca ci ha impiegato davvero poco a raggiungere la Torre di Londra. E lì si è fermata per far vedere a me e agli altri passeggeri l’ingresso, ora murato, dove una volta entravano i condannati per essere ospitati da Sua Maestà.

Oggi il complesso è un simbolo e un luogo preso d’assalto dai visitatori. Così come il vicino Tower Bridge che la rib boat si è appena lasciata dietro. Davanti a me, il fiume si apre in larghe anse su cui navigano imbarcazioni di ogni stazza: chi per portare viaggiatori al coperto, chi per portare merci per rifornire la città.

Una città che si alza nel cielo con i suoi grattacieli imponenti per poi declinare su Greenwich, che diventerà distretto reale nel 2013, e dove scorre il “meridiano zero”, che scandisce il tempo del pianeta.

Ancora qualche metro zigzagato sull’acqua, e la barca punta l’attracco dell’Arena O2: qui, durante le Olimpiadi del 2012, saranno ospitati diverse discipline sportive come il basket e la ginnastica.

Ed è qui che, finalmente libero dei miei abiti ingombranti, posso guadagnare la riva e vedere dalla terra ferma il Tamigi scivolare via nel suo flusso eterno.

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