Covent Garden, il mercato di Londra

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Covent Garden, Londra © VisitBritain - Britain on View

Covent Garden, Londra © VisitBritain - Britain on View

Il saltimbanco si avvita nel cielo di Londra, e in una capriola ritorna sul suolo di Covent Garden. Lo guardo ammirato, funambolo moderno in uno dei prosceni britannici più famosi. È qui, in quest’angolo del West End, che ogni giorno va in scena il suo spettacolo: che è lo spettacolo dell’arte di strada e del mercato più famoso della Gran Bretagna.

Camminare la zona è attraversare un pezzo della Capitale britannica e della sua storia originale. La piazza dove mi trovo ora era il povero orto di un convento, e tale rimase dal XII secolo al XIII.

Poi nel 1540 Enrico VIII, arso dal fuoco della Riforma anglicana e avido delle ricchezze della Chiesa cattolica, ne ordinò l’esproprio. E così Covent Garden cambiò la sua funzione: e venne trasformato in un mercato.

A dargli fama e profitto, fu un secolo dopo il V conte di Bedford che aveva ereditato il luogo dal suo avo, il primo nobile del casato. Con la licenza ottenuta nel 1671, la zona si trasformò in una rivendita ortofrutticola intorno alla quale si incontrava un’umanità variopinta.

Venditori con borse gonfie d’oro erano preda di meretrici senza scrupoli, poveri orfani strascicanti erano scherno di ricchi mercanti. Tutti a giro nel giro della grande ruota della vita: quella rutilante di un Regno che andava espandendo i confini e conquistando il mondo.

Ma Convent Garden era anche centro letterario: e sul suo acciottolato, oltre alla vendita di ogni cosa stramba e al profumo di lavanda per ripulire l’aria ammorbata, si respirava il sapere e la voglia di creare conoscenza. Così Richard Sheridan e James Boswell lo frequentavano e ne traevano ispirazione.

Poi nel 1831, le pessime condizioni dell’area richiesero un riordino: venne costruito il Central Market, e nel 1860 il Flora Hall. Nel 1870 fu il turno del Flower Market e nel 1904 del Jubilee Market.

Questa era la zona resa celebre da George Bernard Shaw nel suo Pigmalione: il contrasto perenne tra la ricchezza e la povertà, la miseria e la nobiltà. Un gioco di specchi tra la piazza e la Royal Opera House qui vicina.

Il tutto doveva durare sino al 1974 quando il mercato, così come era stato conosciuto per secoli, fu spostato a Nine Elms, nel distretto di Wandswort. Invece di demolire ogni cosa, compreso il ricordo, la municipalità di Londra decise di valorizzare l’esistente.

Il Market che cerco di attraversare ne è esempio evidente: negozi, ristoranti e bancarelle sono presi d’assalto da turisti e londinesi. C’è chi è appassionato di antiquariato o di artigianato e presidia Jubilee Hall. Poco più in là il London Transport Museum e il Theatre Museum sono dislocati nell’ex Flower Market.

Stanco della folla e del chiuso, esco nell’aria frizzante della piazza: il saltimbanco si avvita di nuovo nel cielo, e in una capriola ritorna sul suolo di Covent Garden.

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