Cattedrale di York, gotico inglese

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Cattedrale di York, Inghilterra © Andrea Lessona

Cattedrale di York, Inghilterra © Andrea Lessona

Meraviglia gotica innalzata a Dio, la cattedrale di York mi riempie gli occhi della sua bellezza scolpita nei secoli. Mura incise da mani sapienti ed esaltate da vetrate senza pari ne fanno la chiesa medievale più grande d’Inghilterra.

Costruita tra il 1220 e il 1480 sui resti di una precedente basilica romana, la struttura è un capolavoro d’arte e ingegno: l’esterno è riverbero prezioso dei tanti tesori custoditi all’interno.

Le due torri gemelle che si alzano sul lato occidentale incastonano l’enorme vetrata: alta 17 metri, è composta da vetri trecenteschi con nervature a traforo in pietra a forma di cuore. È lei screziare i raggi del sole che si allungano dentro sulle pietre antiche del pavimento.

Le cammino leggero, con il timore di privarle della luce. A ogni passo la meraviglia di essere nella cattedrale di York e chiesa metropolitana di San Pietro, seconda per importanza ecclesiastica solo a Canterbury, diventa stupore.

Alzando lo sguardo, ammiro la navata costruita tra il 1291 e il 1360. Alta 32 metri, è sorretta da colonne snelle. La volta a costoloni è come cielo di nuvole crespe in cui spiccano oggetti dorati.

Guardo rapito la Vergine Maria intenta ad allattare Gesù con un biberon particolare. Oltre, sul lato nord, c’è la testa di un drago d’oro sporta da sopra il lucernario. In realtà è una gru che si pensa utilizzata per sollevare la copertura della fonte battesimale.

Proseguendo, arrivo alla Five sisters window: la Finestra delle cinque sorelle è la più antica della cattedrale di York, ed è composta da altrettante vetrate di forma slanciata, alte circa 15 metri. Alcuni dei suoi vetri risalgono al 1250. In tutto sono più cento mila tasselli.

Lì vicino c’è la sala capitolare duecentesca: esempio sublime di stile decorato, ha sinuosi rilievi in pietra con oltre duecento teste e figure espressive. Dopo esserne uscito, ritorno sui miei passi e arrivo al Jubé del coro del 1461.

Caratterizzato dall’effigie di 15 re, da Guglielmo I a Enrico VI, la struttura si trova nel centro della cattedrale di York ed è schermo cesellato che impedisce di raggiungere le voci che dall’altra parte cantano a Dio.

Così, per poterle vedere, giro intorno ed entro dai passaggi laterali. I banchi in legno sono cassa di risonanza preziosa per le musica dell’organo che si innalza e si diffonde per la chiesa in ogni dove. Anche alle mie spalle dove si trova la cappella della Madonna.

Poco oltre c’è l’altare maggiore. Dietro la Grande finestra orientale del 1405 è imponenza sublime: i 23,7 metri per 9,4 di vetrate policrome, che rappresentano l’inizio e la fine del mondo secondo Genesi e Apocalisse, la rendono la più grande al mondo del suo genere. E il tesoro più prezioso della cattedrale di York.

Ma il vero tesoro della chiesa è racchiuso nella sala ad esso dedicata che si trova nell’ipogeo: sceso qualche scalino posso vedere alcuni dei manufatti esposti del XI secolo – tra cui alcuni oggetti che provengono da tombe di arcivescovi medievali.

Nella cripta vicina, scorgo invece i resti dell’edificio ecclesiastico normanno del 1080 tra cui il fonte battesimale con la rappresentazione del battesimo di re Edwin, impartito da Paolino il giorno di Pasqua nel 627.

Il cuore della cattedrale di York è la torre centrale: si trova vicino al transetto meridionale in cui spicca il rosone. È il simbolo unificatore delle case reali dei Lancaster e degli York grazie al matrimonio di Enrico VII ed Elisabetta che fece finire la guerra delle Due Rose e iniziare il casato dei Tudor.

La scala per salire è piccola e si attorciglia stretta e affannosa lungo i 275 gradini che portano lassù. Lassù da dove vedo la città distendersi ammirata e sottomessa ai piedi della cattedrale di York.

Per approfondire:
Wikipedia

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