Abbazia di Whitby, vedetta erosa

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Abbazia di Whitby, Inghilterra © Jordan Lessona

Abbazia di Whitby, Inghilterra © Jordan Lessona

Soffiato dal mare del Nord, il vento ne attraversa i resti benedettini e racconta la storia secolare dell’abbazia di Whitby: pietre edificate sul promontorio orientale del villaggio omonimo in nome di una fede nuova e cristiana per celebrare Dio.

Fu Oswiu, sovrano della Northumbria, a farla costruire nel 675 d.C. nominando poi Lady Hilda prima badessa. Durante il sinodo di Whitby del 664 dichiarò che la chiesa della sua Regione avrebbe adottato il calcolo della Pasqua e il rito della tonsura, propri di Roma.

In quegli anni, l’abbazia di Whitby fu anche casa e rifugio del grande poeta sassone Caedmon, uno dei primi bardi inglesi di cui si ha notizia. Una stele monumento, edificata nel villaggio dello Yorkshire, lo celebra con un’arpa in mano.

Nell’867 la struttura ecclesiastica, che nel frattempo era diventata anche convento e monastero benedettino, fu assediata dai Vichinghi. L’orda inclemente dei norreni costrinse i religiosi ad abbandonarla.

William de Percy ordinò al monaco soldato Regenfrith di ricostruire l’abbazia di Whitby nel 1078. La nuova struttura, dedicata a San Pietro e Sant’Hilda, prosperò sino al 1540 quando fu distrutta durante la Dissoluzione dei monasteri.

La furia iconoclasta di Enrico VIII, per spazzare via il cattolicesimo dall’Inghilterra, non risparmiò il convento: nonostante venisse poi usato come cava di pietra, continuò a essere un punto di riferimento. Almeno per i naviganti che lo intravedevano dal mare.

Con il suo profilo eroso, l’abbazia di Whitby delinea l’orizzonte grigio di questa parte dello Yorkshire: antica vedetta a presidiare il cielo basso e a proteggere con la sua ombra la vicina chiesa di St Mary.

Camminando tra i ruderi, difesi da un fievole muro in pietra, mi sembra di sentire le preghiere dei benedettini mentre, fedeli al motto di orat et laborat, lavoravano duro per unire pranzo e cena.

Forse è immaginazione fervida, forse solo il vento che soffiato dal mare del Nord ne attraversa i resti benedettini, e continua a raccontare la storia secolare dell’abbazia di Whitby.

Per approfondire:
Wikipedia

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